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I am what I am

Questo è il luogo in cui vivono le mie cose preferite, è una casa, un luogo che sa di origini, di famiglia, di futuro, di crisi in eterno parto, di contraddizioni caratteriali, di fuoco e ghiaccio, di passione e distacco. È una casa con le pareti trasparenti in cui i sentimenti si sono abituati ad essere un po’ nudi, e dove le debolezze finiscono col viaggiare dentro e fuori se stesse, per guarire le vecchie ferite, dove incubi e dubbi, per dirla con quella canzone di Gloria Gaynor, si possono trasformare nella creazione di se stessi.

Per tutti questi motivi, questo è un luogo non solo mio, perché vuole essere il salotto per i miei ospiti, la tavola per chi vorrà fermarsi a mangiare qui, l’abbraccio per gli amici che vorranno “tornare a casa” quando si sentiranno senza bussola, molto lontani dal senso di casa.Tra le mie cose preferite ci sono tanti dischi da ascoltare, una collezione di vinili che aspetta il nuovo grammofono, ingredienti per la cucina buona e gli immancabili calici di vino per tutti. Ci sono tacchi che s’impigliano in un ruolo sociale in trasformazione, c’è

un magone d’italiana che guarda all’estero ma vuole raccontare l’Italia, c’è l’idea di un nuovo giornalismo, di una comunicazione che ci faccia parlare, ma soprattutto fare, autenticamente. E ci sono le scoperte -quelle sono le mie cose preferite in assoluto – la sorpresa, la bellezza, l’amore per le cose che si scoprono e riscoprono in un viaggio continuo. Le mie cose preferite è un pretesto per liberare i fantasmi delle tante cose che si amano e che altrimenti soffocherebbero, per questo è fatto anche di altre voci, oltre alla mia, e per ora almeno di un’altra lingua.


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