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Il Piano di Digital Marketing, quell’oggetto misterioso che è piaciuto a SMAU Napoli 2017

Che fine ha fatto il Piano di (Digital) Marketing ai tempi dell'omniscienza sulla comunicazione d'impresa?
di mercoledì, 27 Dic 2017

La prima volta che sono andata a SMAU facevo ancora l’università. Ero in piena crisi di identità intellettuale, non sapevo cosa avrei fatto nella mia vita professionale e i miei studi accademici mi sembravano un mucchio di informazioni lontane dal modo del lavoro, in cui stavo per fare i miei primi passi.

Con alcuni colleghi di InnovAction Lab presi parte come “osservatrice” all’edizione bolognese della manifestazione e, sebbene non ancora consapevole dei passi che stavo iniziando a percorrere, portai a casa idee e contatti ma, soprattutto, stimoli in grado di alimentare un’assopita ambizione.

Negli anni successivi, SMAU mi ha vista tornare non solo in veste di visitatrice, ma anche di Espositore, in seno ai team di imprese con i quali, a vario titolo, ho lavorato.
Ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto intervenire per dire la mia, probabilmente non ci ho creduto abbastanza prima di quest’anno, perché invece alla mia candidatura per l’edizione napoletana del 2017, sono stata confermata tra i Relatori della categoria Smau Academy, con un workshop dal titolo “Il Piano di Digital Marketing per un brand che esordisce online”.

La sintesi del mio intervento a SMAU

Per chi c’è stato, leggere “sintesi” a margine del mio intervento apparirà una battuta, visto che ho dedicato all’argomento ben un’ora e mezza invece dei cinquanta minuti che SMAU Academy aveva predisposto.
Di questo mi sono accorta, però, solo alla fine, perché uno dei più bei feedback ricevuti dal pubblico è stato proprio la convinta presenza, fino all’ultimo minuto, delle persone che avevano deciso di seguire l’argomento. In sala avevamo diverse estrazioni professionali e diverse classi generazionali: da imprenditori a commerciali, fino a fomatori, esperti di digitale e di marketing, account di agenzia e curiosi. Diverse erano anche le categorie merceologiche in cui queste persone si trovavano a lavorare. Abbiamo provato subito a rilassarci, conoscerci, interagire, per decidere quale passo avere nella trattazione degli argomenti.

Durante la prima parte del discorso, mi sono concentrata sull’importanza della struttura documentale del lavoro del Marketing, riflettendo insieme agli ospiti sull’impatto che un buon Investimento di risorse – umane, capitali e intellettuali – in questo reparto può avere su tutta l’azienda. Molti hanno confermato come, nell’azienda in cui/per cui lavorano, il Marketing sia considerato nella voce dei Costi e che, in effetti, non hanno mai visto un Piano Marketing nella loro vita. Neanche all’università.
È stato in virtù di queste prime osservazioni che abbiamo deciso, allora, di soffermarci sulle slide relative il Business Model dell’azienda, il metodo del Canvas e sulla matrice delle strategie di Ansoff, tutte fotografate una ad una e commentate insieme, con mia grande sorpresa e soddisfazione.

Il Piano di Digital Marketing per un brand che esordisce online from Rosanna Perrone

Nella seconda parte dell’intervento, ho cercato di tradurre in pratica la teoria appena osservata, portando una case history, vista l’occasione, totalmente made in Napoli: Frog, infatti, è il risultato di design, materiali e manifattura 100% locali.

Frog, la case history a SMAU Napoli 2017

All’inzio del 2017, Didiesse (un’impresa napoletana nata come suddivisione societaria del gruppo Caffè Borbone e che produce macchine da caffè espresso specifiche per il monoporzionato) contava circa 8.000 vendite di macchine Frog al giorno, dopo oltre dieci anni dal lancio sul mercato, trainando tutto il fatturato aziendale. Osservando questi dati, Fulvio Di Santo, socio e responsabile commerciale di Didiesse, ha intuito che la curva di crescita del prodotto non era ancora esaurita e che il popolare marchio poteva ancora esprimere un importante potenziale, se stimolato adeguatamente. È così che è nata l’intuizione di lavorare sul Digitale.

Didiesse chiama in gioco l’agenzia di comunicazione Emmemedia per guidare il marchio Frog nella fase di ingresso nei mondi Social e eCommerce. A quel punto vengo reclutata per far parte del team di consulenti specializzati di Emmemedia, con l’obiettivo di studiare e implementare una strategia social su misura per questo caso. Da quel momento, in meno di 10 mesi, l’esordio online del brand è diventato già storia.

Infatti, a inizio estate vengono aperti i canali social della Frog, vengono lanciate le due rubriche #TrattalaBene e #CosaFaccioSe, elaborate sui contenuti caldi dell’assistenza clienti che, oltre a diffondere le primissime informazioni utili sulla gestione del prodotto, mira a descriverne caratteristiche e mostrarne dettagli tecnici. Poco più tardi si vede nascere Froggy, la mascotte che ho ideato per aiutare Didiesse ad aprirsi al pubblico, a raccontarsi e far vedere il dietro le quinte del progetto, che fa a sua volta il suo ingresso ufficiale nella famiglia Didiesse in occasione dell’importante appuntamento HOST Milano di ottobre e, a dicembre, viene pubblicato ufficialmente il sito www.lafrog.it, l’eShop dedicato.

In un articolo a parte approfondirò la case history, raccontando l’ideazione di Froggy e mostrando alcuni risultati relativi il lancio del progetto social. Per il momento, concludo con lo storify che raccoglie i frutti del live twitting fatto durante l’evento.